
Shot with
unknownLA JUVENTUS, cacciata in B da una sentenza che uno degli stessi giudici dichiarò determinata non dal rispetto delle norme, ma dalla necessità di soddisfare “l’opinione pubblica”, ha vinto il campionato cadetto e tornerà in A. Nessuno le potrà restituire ciò che le è stato tolto negandole la vittoria del campionato 2005/06: la perdita della Champions League e la perdita di sette campioni con il conseguente smembramento di una squadra la cui ricostruzione richiederà anni di lavoro e di investimenti. Alla luce di quanto accaduto, sarebbe doveroso e opportuno che le autorità calcistiche si impegnassero almeno a ristabilire la verità. Dovranno farlo, in omaggio a una direttiva del Parlamento Europeo, se il tribunale europeo a cui i piccoli azionisti di Giulemanidallajuve si sono rivolti darà loro ragione, azzerando le “sentenze sportive” italiane. Dovranno farlo anche nel caso si giungesse a una sentenza dello stesso tipo pronunciata da un tribunale ordinario italiano. Si tratta di eventualità poco probabili: non è la Juventus a ricorrere.
Tuttavia ci sembra chiaro che la Figc dovrebbe farlo comunque, rivedendo l’intera vicenda processuale che, come dichiarò l’ex-procuratore federale De Biase, in base alle norme e a ciò che era emerso nel processo al massimo avrebbe dovuto concludersi con una grossa multa e qualche punto di penalizzazione. In ogni caso riteniamo che sia doveroso rivedere almeno la decisione con cui fu revocato lo scudetto vinto sul campo dalla Juventus in un campionato che non era oggetto di indagine. Soprattutto, alla luce di tutto ciò che a proposito dell’Inter è emerso negli ultimi mesi: intercettazioni illegali di giocatori e arbitri, plusvalenze, vendita del marchio a se stessi, la Figc dovrebbe almeno porre rimedio allo sconcio dell’attribuzione a tale squadra, per motivi etici, dello scudetto revocato alla Juve. Tanto più che non c’era nessun obbligo di assegnarlo ad altro squadra, né per le norme italiane, né per quelle europee (come dimostra il caso del Marsiglia di qualche anno fa). Un invito, infine, alla Juventus. Il processo alla Gea riguarda alcune persone di quella ditta che, fino ad un’eventuale sentenza definitiva di colpevolezza, devono essere ritenute innocenti. Invitiamo pertanto la Juventus a querelare senza indugi tutti quegli amanti del linciaggio (garantisti però quando si tratta di Inter) che presenteranno il processo come motivo di ulteriori penalizzazioni ai danni della Juventus.
I tempi e le motivazioni dell’archiviazione della vicenda intercettazioni riducono al minimo la possibilità di credere nella giustizia sportiva italiana. E tuttavia vogliamo ancora crederci: dimostrateci che è possibile, che non è vero che l’unica soluzione è la violenza di piazza o l’inciucio istituzionale.
Paolo
Bertinetti, Preside Facoltà di Lingue, Università di Torino; Gaetano
Bonetta, Preside Facoltà di Scienze della formazione, Università di Pescara-Chieti; Lorenzo
Capussotti, Primario di Chirurgia, Ospedale Mauriziano, Torino; Andrea
Galasso, avvocato penalista del Foro di Torino; Vitantonio
Gioia, Preside Facoltà di Scienze Politiche, Università di Macerata; Massimo
Giletti, conduttore televisivo; Nerio
Nesi, Presidente Onorario dell’Associazione Nazionale Amici della Juventus e del Club Juventus Gianni Agnelli del Parlamento Italiano; Piero
Ostellino, editorialista del “Corriere della Sera”; Antonio
Pioletti, pro rettore dell’Università di Catania; Christian
Rocca, corrispondente da New York de “il foglio”; Ennio
Triggiani, Preside Facoltà di Scienze Politiche, Università di Bari; Gianni
Volpi, Presidente del Festival del Cinema Sportivo
INVIATE LETTERE, EMAIL, O FAX DI PROTESTA AI SEGUENTI INDIRIZZI:-
ufficio indagini: fax 06/84913416-06/84913521 non riceve mail ; presidenza Figc: figc.presidenza@figc.it fax. 06/84912440 (non riceve mail);
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UEFA: info@uefa.com ; -
FIFA: http://www.fifa.com/contact/index.html ; Ministro della Giustizia: mastella_m@posta.senato.it; Ministro dello Sport: melandri_g@camera.it ; Pm Nocerino (titolare dell'indagine)carlo.nocerino@giustizia.it -
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GILETTI, UNO DEI FIRMATARI: "VOGLIAMO VERITA' E GIUSTIZIA (intervista)"
Circondato da un esercito di ragazze, agguerrite quel tanto che basta per mettersi in evidenza fin dalle prove di « Miss Italia nel mondo » , Massimo Giletti non esita a lasciare momentaneamente lo spettacolo per una full immersion in uno degli argomenti che più gli sta a cuore: la Juventus. Il conduttore televisivo, insieme con altri illustri tifosi bianconeri, è il firmatario di una petizione, che si rivolge alla Federcalcio e alla giustizia sportiva per chiedere verità e giustizia alla luce del caso sui bilanci falsi dell’Inter.
Massimo Giletti, come nasce l’idea della petizione?« Parte dal professor Bertinetti e dall’ars retorica universitaria. Tra tanti luminari, mi sento un po’ un intruso, ma ho dato subito la mia adesione. La nostra vuole essere una provocazione continua. Non avremo molte chance, ma è importante puntualizzare che noi non dimentichiamo ciò che è successo l’anno scorso e ciò che sta accadendo quest’anno » .
Qual è il fine dell’iniziativa?«
E’ uno stimolo a parlare, a riflettere, a protestare. Troppo diverse le valutazioni su Inter e Juventus per non percepire che ci sia qualcosa di incoerente. Sono poi stupito dall’atteggiamento di alcuni giornali che, in merito alle disavventure nerazzurre, fanno finta di nulla. Non credo sia corretto e neppure professionale » .
Voi chiedete al “ palazzo” un impegno, quello di ristabilire la verità.« Certo: una squadra che compra un giocatore e può permetterselo perché falsa i bilanci non è un esempio di onestà. Che cosa dovrebbe dire il Bologna che, proprio perché non ha truccato i bilanci, non ha potuto iscriversi al campionato? Anche la considerazione “ lo facevano tutti” non giustifica l’atteggiamento: se uno ruba non vuol dire che tutti debbano rubare » .
Lei si aspetta la stessa solerzia e lo stesso senso di giustizia con cui i giudici hanno deliberato in merito alla Juventus.« E’ il minimo, la giustizia deve essere uguale per tutti, non si possono usare due pesi e due misure. Noi abbiamo pagato. Non è che con una battuta Moratti pensa di risolvere il problema o diminuire le sue responsabilità » .
Dalla petizione emerge però maggior ottimismo di ottenere giustizia dalla corte europea che non dalla giustizia italiana.« Purtroppo sono i fatti che parlano, la giustizia italiana è da paese del terzo mondo: lenta, farragginosa, part time. Prendo in prestito una frase di Bertold Brecht: quando un paese ha bisogno di eroi vuol dire che qualcosa non funzione. La giustizia è appunto una di queste » .
Voi vi appellate anche al discusso scudetto 2005-06, revocato alla Juventus e consegnato all’Inter...« Mi sembra logico chiederne la restituzione. Se l’Inter non poteva neppure iscriversi a quel campionato, come avrebbe potuto vincerlo? Ma, sarò sincero, sono molto scettico che ciò possa accadere » .
Che cosa può invece garantire ai milioni di tifosi bianconeri che sono indignati per i fatti emersi sull’Inter?« Che noi andremo fino in fondo, non ci fermeremo certamente qui. Sfruttando l’adesione di personalità importanti, che hanno conoscenze e sono spinti da un’irrefrenabile passione per la Juventus, non abbiamo intenzione di mollare. Non va scordata l’estate 2006, deve essere sempre nelle nostre teste e servire da stimolo nel chiedere giustizia » .
A costo anche di diventare antipatici? « Veramente ci definirei in un’altra modo » .
Quale? « Siamo stimolatori della verità sull’Inter e sulla Juve »